Presentato presso la Sala consiliare della Provincia il progetto di massima del “Mediterranean Institute of Biotechnology” (MIB) di Benevento. L’iniziativa nasce da un protocollo varato nel 2005 tra il Ministero del welfare e Provincia, con il supporto di Regione Campania e Lions Club, e la supervisione scientifica del prof. Antonio Iavarone, per finanziare borse di studio di ricerca anticancro in tre Università degli Stati Uniti.
Alla presentazione del progetto, curata da Sannio Europa, rappresentata dal direttore Luigi Perifano, hanno partecipato esponenti del mondo della medicina ed accademico sannita, nonché il presidente della Provincia Carmine Nardone, il sindaco di Benevento Fausto Pepe, i parlamentari Costantino Boffa e il già sottosegretario al welfare Pasquale Viespoli, la presidente del Consiglio regionale Sandra Lonardo e lo stesso Iavarone, cittadino beneventano che lavora alla Columbia University.
Secondo Perifano, si sta lavorando per costruire un sogno sul territorio sannita ed il presidente Nardone ha voluto proprio ricordare che lo studio di fattibilità finanziato dalla Provincia ha l’obiettivo di individuare le opzioni strategiche del MIB: si tratta di un laboratorio tra i più importanti d’Europa, sia per dimensioni, sia per la qualità delle strutture di ricerca. Il 19 gennaio la Provincia intende presentare - ha proseguito Nardone - nel Parco progetti della Regione nel settore delle biotecnologie: si stima una spesa di 150 milioni di euro. Il progetto nel suo complesso si articola su tre piani: il primo è finalizzato alla sollecitazione ad Istituzioni private ed imprese della farmaceutica e delle biotecnologie con un bando internazionale; il secondo riguarda il polo di ricerca pubblico; una terza fascia sarà una Fondazione internazionale per la gestione del MIB.
La filosofia del Centro di ricerca MIB è stata illustrata dall’arch. Matthew Bell, professore associato e alla Scuola di pianificazione architettonica della Maryland University. A suo giudizio esso deve garantire la migliore interazione tra la gente comune ed il laboratorio medesimo: questo deve far parte di un paesaggio e di un insediamento umano. Infatti, ha sostenuto Bell, il centro di ricerca è anche un luogo in cui vive gli affari di tutti giorni e socializza: quindi oltre ai laboratori si pensa anche a realizzare un centro commerciale. Insomma, strutture di ricerca e città devono essere un tutt’uno, cioè occorre pensare ad un insediamento di persone che esercitano diverse professioni e la ricerca scientifica. L’integrazione deve comprendere anche strutture di trasporto: insomma, bisogna impedire che il centro di ricerca sia isolato dalla società civile perché altrimenti non si attira il ricercatore, che è sempre di più interessato alla qualità della vita. Per favorire la ricerca pare importante una sottolineatura: i laboratori devono avere soprattutto luce naturale. Il sito di Piano Cappelle è splendido e magico: lì un campus ha grandi potenzialità – ha concluso Bell.
Secondo Iavarone, l’Italia perde troppi “cervelli” che vanno all’estero ed ha un bassissimo potere di attrazione di scienziati. Questo fa cadere totalmente la possibilità di investimenti da parte di Aziende soprattutto del settore farmaceutico e biotecnologico. Benevento fa bene a lanciare una sfida di tale livello sul piano della competizione scientifica: si può provare a far venire in questo Centro di ricerca i migliori scienziati perché così si attraggono ulteriori investimenti.
Per Marino Scherillo, che dirige il dipartimento di cardioscienze del “Rummo”, l’incontro sancisce che Benevento sia “città della conoscenza”, peraltro già accreditata come Università, Centro di genomica e di proteomica, etc. Si può pensare dunque ad efficaci proponimenti di attrazione di cervelli, quegli stessi che l’Italia ha esportato in tutto il mondo, quale prezioso volano per lo sviluppo, non solo economico, di un Sud d’Italia che vuole crescere.
L’on.le Boffa ha ricordato che si è pensato prima di formare le persone e cioè il capitale umano, e poi a costruire gli immobili nei quali fare ricerca. È un po’ un rovesciamento rispetto ad una logica, che, purtroppo, ha improntato una serie di iniziative anche fallimentari nel nostro Mezzogiorno. Occorre, però, ha concluso Boffa, realizzare le condizioni per il funzionamento del Centro con un Accordo di Programma o leggi, nazionali e regionali, capaci di supportare questo sforzo, grazie all’impegno delle rappresentanze istituzionali del Sannio – sena logiche di schieramento.
Il sindaco Pepe ha affermato che si aprono prospettive interessanti per la città e provincia: la ricerca è comunque motore di sviluppo che crea ricaduta positiva e come tale il MIB non ha solo banalmente una dimensione locale e territoriale. L’Amministrazione civica sostiene l’impegno in questo settore anche per contribuire a sconfiggere il male del secolo: egli ha dichiarato la disponibilità a cooperare con tutte le istituzioni su questo grande programma.
Secondo Viespoli, l’iniziativa nasce da una positiva sinergia, sociale ed istituzionale, nel senso che nasce da una collaborazione tra associazioni come i Lions e soggetti istituzionali, come il Ministero del Lavoro e la Provincia di Benevento, che si sono ritrovati intorno ad una opportunità straordinaria di investimento in capitale umano e ricerca, attraverso la centralità di un talento locale come il professor Iavarone, ma anche con un respiro ampio per guardare alla qualità e al merito, al di là di appartenenze territoriali. Mi auguro che la stessa collaborazione istituzionale e la stessa sinergia più ampliata sul versante della capacità di attrarre risorse non soltanto pubbliche, riesca a determinare le condizioni perché si possa raggiungere un ulteriore obiettivo di costruire a Benevento un luogo di intelligenze e di eccellenze che sia anche in grado, eventualmente, di utilizzare come motore l’investimento in cervelli che è stato fatto.
Il prof. Vittorio Colantuoni, pro Rettore dell’Università, ha ricordato l’impegno per le biotecnologie dell’Ateneo locale: il compito primario è quella della didattica e della formazione delle giovani generazioni. Questo è un servizio anche per i risvolti occupazionali.
La presidente Lonardo stiamo lavorando per il nostro futuro e dunque tutti noi dobbiamo lavorare per conseguire questo risultato. Apprezziamo molto l’impegno perché tra le altre cose si lavora per la meritocrazia, per la scienza, per il progresso tecnologico: dobbiamo lavorare tutti perché i cervelli nostri non vadano più all’estero. La ricerca è parte integrante dello sviluppo della nostra collettività. La Lonardo ha chiesto un Tavolo istituzionale con tutte le rappresentanze politiche per l’accesso alle fonti di finanziamento attraverso l’individuazione di progetti, percorsi e strategie di sviluppo.
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